Sbocchi occupazionali

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

(Decreti sulle Classi, Art. 3, comma 7)

In generale, la Laurea in Ingegneria Aerospaziale mira a fornire capacità professionali quali:

  • operare nelle industrie nazionali ed internazionali del settore;
  • gestire efficacemente rapporti con le agenzie ed enti spaziali;
  • interfacciarsi con enti pubblici e privati per la sperimentazione in campo aerospaziale.

È opportuno considerare che le esperienze didattiche in Italia e all’estero dimostrano chiaramente che la formazione di una figura professionale, in grado di operare efficacemente nel campo dell’Ingegneria Aerospaziale, richiede un percorso formativo più ampio di quello triennale. Pertanto, il significato professionalizzante che è possibile attribuire alla laurea triennale concerne il supporto ad attività di progettazione, gestione e collaudo, svolgendo un ruolo peraltro non trascurabile come dimostrano figure presenti nelle maggiori aziende aerospaziali nazionali ed internazionali.

È comunque importante sottolineare che con la preparazione descritta, non soltanto gli obiettivi formativi che a termini di legge sono previsti per la Classe dell’Ingegneria Industriale sono senz’altro pienamente raggiunti, ma il laureato triennale che desiderasse inserirsi subito nel mondo del lavoro, potrebbe far valere le solide basi culturali che ha acquisito, approfondendo direttamente in azienda i contenuti specialistici più specifici dell’attività che è chiamato a svolgere.

 

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati Magistrali

(Decreti sulle Classi, Art. 3, comma 7)

In generale, la Laurea Magistrale in Ingegneria Aerospaziale mira a fornire agli studenti capacità professionali che li mettano in grado di:

  • operare nelle industrie nazionali ed internazionali del settore;
  • gestire efficacemente rapporti con le agenzie ed enti spaziali;
  • interfacciarsi con enti pubblici e privati per la sperimentazione in campo aerospaziale.

A tale proposito giova sottolineare che i programmi aerospaziali hanno, per loro natura, una forte interdisciplinarietà, in quanto ogni sistema si contraddistingue per la complessità risultante dalla progettazione, realizzazione, integrazione e collaudo integrazione di sottosistemi, unità e componenti concepiti in accordo con lo stato dell’arte di discipline diverse. Inoltre, la complessità delle missioni spaziali richiede investimenti consistenti, che possono essere affrontati solo attraverso la costituzione di estese collaborazioni internazionali.

In questo contesto, ai laureati magistrali in Ingegneria Aerospaziale si aprono sbocchi occupazionali che si estendono ben al di fuori dei limiti regionali e nazionali, sia in centri di ricerca, sia in industrie del settore, grazie a conoscenze idonee a svolgere attività professionali in ogni ambito proprio di un programma spaziale: la definizione del profilo di missione, la realizzazione di studi di fattibilità, la definizione dei requisiti tecnico-scientifici, la traduzione di questi ultimi in specifiche di sistema e sottosistema, la progettazione di dettaglio dei sottosistemi di un veicolo spaziale (in particolare la struttura, i meccanismi, il controllo e la determinazione dell’orbita e dell’assetto, il controllo termico, i propulsori), la progettazione opto-meccanica di strumentazione scientifica, la realizzazione di prototipi e il loro collaudo, l’esecuzione di prove sperimentali di qualifica e accettazione di componenti destinati al volo.

Oltre a ciò, grazie alle caratteristiche peculiari di ogni sistema destinato al volo, un ingegnere aerospaziale ha competenze specifiche per la progettazione e realizzazione di tutti quei sistemi e impianti operanti in ambienti ostili e debolmente controllati, per i quali è richiesta la massima affidabilità operativa, per garantire prestazioni, produttività, qualità del prodotto e livelli di sicurezza nel rispetto delle normative vigenti e cogenti.